Le nuove forme di prestazione occasionale. Analisi della disciplina e modalità applicative per usufruire dei nuovi strumenti

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di Giovanni Della Porta  – Avvocato e Consulente del Lavoro – Il Libretto di famiglia ed il contratto di prestazione occasionale rappresentano le nuove prestazioni nate in sostituzione dei vecchi voucher lavoro dopo che il decreto legge 17 marzo 2017, n. 25 aveva provveduto ad abrogarli con decorrenza immediata. Passiamo dunque ad analizzare la disciplina completa.

INTRODUZIONE

Cosa intendiamo per prestazioni di lavoro occasionali?

Si Intendono le attività lavorative che danno luogo:

  • per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;
  • per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;
  • per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500 euro.

Il parametro di riferimento temporale per l’individuazione dei valori massimi è l’anno civile ovvero il periodo che và dal 1° gennaio-31 dicembre. Ai fini del computo del limite annuo complessivo concesso a ciascun utilizzatore (5.000 euro per la totalità dei prestatori), i compensi erogati a soggetti svantaggiati o comunque a soggetti non considerati a rischio di elusione, concorrono al tetto annuo non per l’intero importo erogato.  Sono infatti computati in misura pari al 75% del loro importo i compensi per prestazioni di lavoro occasionali rese dai seguenti soggetti:

  1. titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  2. giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università;
  3. persone disoccupate, ai sensi dell’articolo 19 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150 (al riguardo, si considerano disoccupati i soggetti privi di impiego che dichiarano all’ANPAL, in forma telematica, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva; lo stato di disoccupazione è sospeso in caso di rapporto di lavoro subordinato di durata fino a 6 mesi);
  4. percettori di prestazioni integrative del salario, di Reddito di Inclusione sociale (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito; in tal caso l’INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno del reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni occasionali in parola.

Solo con la circolare n. 107 del 5 luglio 2017 e il messaggio rettificativo 12 luglio 2017, n. 2887 però l’Inps ha fornito le istruzioni per l’accesso alla nuova piattaforma per usufruire delle nuove forme di lavoro. Passiamo dunque a riepilogare ed analizzare i diversi soggetti che possono utilizzare la nuova tipologia contrattuale, ovvero , le persone fisiche privati cittadini da una parte e soggetti economici dall’altra. Possono fare ricorso alle nuove prestazioni occasionali:

  1. le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, per il ricorso a prestazioni occasionali mediante il “Libretto Famiglia
  2. gli altri utilizzatori, nei limiti previsti dalla norma, per l’acquisizione di prestazioni di lavoro mediante il nuovo “contratto di prestazione occasionale”

Nella seconda parte analizzeremo nello specifico il contratto di prestazione occasionale per imprese e pubblica amministrazione.

IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE PER IMPRESE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Dopo aver riepilogato brevemente in generale nell’articolo precedente la destinazione del contratto di prestazione occasionale passiamo dunque ad analizzare nello specifico in questa seconda parte gli elementi che caratterizzano il Contratto di prestazione occasionale dedicato alle imprese.

Il contratto di prestazione occasionale è il contratto mediante il quale un’impresa, o un professionista ovvero anche una Pubblica Amministrazione, acquisisce prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità, entro i limiti fissati dalla novella norma. Il contratto è utilizzabile solo da soggetti che hanno alle proprie dipendenze fino a 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato. Oltre al requisito dimensionale, il si distingue dal Libretto Famiglia per una serie di aspetti (divieti, costo, modalità di utilizzo). Utilizzatore e prestatore dovranno rispettare, oltre ai limiti economici, anche un limite quantitativo individuale di ore lavorabili all’anno. Tale limite è fissato a 280 ore nell’arco dello stesso anno civile e per ciascun rapporto di lavoro.  Per il settore agricolo, invece, vige un limite quantitativo non predeterminato, da determinarsi con una semplice formula matematica. È vietato il ricorso al contratto di prestazione occasionale:

  1. da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
  2. da parte delle imprese del settore agricolo; per queste ultime imprese è tuttavia prevista una deroga qualora il lavoratore sia pensionato, studente, disoccupato o percettore di sussidi al reddito, e contestualmente non sia stato iscritto nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;
  3. da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere (CSC = 1.13.01, 1.13.02, 1.13.03, 1.13.04, 1.13.05, 4.13.01, 4.13.02, 4.13.03, 4.13,04, 4.13.05, 1.02.xx, 1.11.xx, 4.02.xx, 4.11.xx);
  4. nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Inoltre occorre tenere presente che, qualora il soggetto da utilizzare con le nuove “prestazioni di lavoro occasionali” abbia avuto o abbia in corso un rapporto di lavoro con il medesimo committente, sia esso subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa, non potrà essere utilizzato con tale nuova tipologia di lavoro. Con riferimento al computo della forza aziendale utile alla verifica del limite dei 5 dipendenti, l’Inps ha fornito i suoi indirizzi operativi. Si considerano inclusi nel computo tutti i lavoratori a tempo indeterminato, compresi i dirigenti, i lavoratori a domicilio, i lavoratori agili o quelli impiegati in telelavoro, riparametrando i lavoratori part-time e quelli intermittenti secondo quanto disposto rispettivamente dall’art. 9 e dall’art. 18 del D.lgs. n. 81/2015. Non devono essere conteggiati nel novero dei dipendenti i titolari di un contratto di apprendistato, che, come noto, seppure titolari di un contratto a tempo indeterminato, sono ordinariamente esclusi da tutti i limiti numerici previsti dalla legge (Art. 47, co. 3, D.Lgs. n. 81/2015).L’Istituto previdenziale, inoltre, precisa che il periodo da assumere a riferimento per il calcolo della forza occupazionale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato è il semestre, che va dall’ottavo al terzo mese antecedente la data dello svolgimento della prestazione lavorativa occasionale.

Al riguardo, l’INPS pone il seguente esempio:

  • se la prestazione verrà resa il giorno 23 luglio 2017, dovrà essere effettuato il computo della media occupazionale dei lavoratori a tempo indeterminato per i mesi da novembre 2016 (ottavo mese precedente) ad aprile 2017 (terzo mese precedente) in applicazione delle regole dettate per la valorizzazione dell’elemento “forza aziendale” nel flusso Uniemens;
  • per il computo devono essere ricompresi nel semestre anche i periodi di sosta di attività e di sospensioni stagionali;
  • nei casi di periodi inferiori al semestre di riferimento richiesto (nuove aziende) il requisito richiesto andrà verificato in relazione ai mesi di attività; le aziende di nuova costituzione dovranno autocertificare il numero dei dipendenti in forza.

Il lavoratore impiegato in tali attività occasionali è assicurato presso la Gestione separata INPS. Il beneficiario della prestazione lavorativa dovrà versare a favore del lavoratore una quota di contributi pensione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti (IVS), alla quale si aggiungerà anche un premio assicurativo destinato all’INAIL a copertura dei rischi infortunio sul lavoro e malattia professionale.  Relativamente alla sicurezza sul lavoro si applica l’articolo 3, comma 8, del D.lgs. 81 del 9/4/2008, che limita l’applicazione di tutte le prescrizioni normalmente destinate ai lavoratori subordinati, ai lavoratori occasionali che operano in favore dei committenti imprenditori o professionisti. In caso di prestazione svolta in favore di privati cittadini, si applicano esclusivamente le disposizioni destinate alle imprese familiari, ai lavoratori autonomi, ai coltivatori diretti del fondo, ai soci delle società semplici operanti nel settore agricolo, agli artigiani e ai piccoli commercianti previste all’articolo 21 del TU del 2008. Il prestatore ha diritto al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali. La norma richiama le disposizioni generali in materia di orario di lavoro ossia il decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66. Nel merito, il lavoratore avrà diritto a 11 ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore. Le 24 ore di osservazione non devono, per forza di cose, coincidere con le ore 00:00 e le ore 24:00 di ogni giorno di calendario. Il termine è mobile. L’importante che tra un turno giornaliero e il successivo si garantiscano 11 ore di riposo. Il riposo giornaliero, inoltre, deve essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità. Qualora l’orario di lavoro giornaliero ecceda il limite di 6 ore, il lavoratore dovrà beneficiare di un intervallo per pausa ai fini del recupero delle energie psico-fisiche e della eventuale consumazione del pasto, anche al fine di attenuare il lavoro monotono e ripetitivo. La pausa è concessa anche sul posto di lavoro, tra l’inizio e la fine di ogni periodo giornaliero di lavoro, di durata non inferiore a dieci minuti. Il lavoratore ha diritto ogni sette giorni a un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive, da cumulare con le 11 ore di riposo giornaliero, per un totale, quindi, di 35 ore consecutive. Tale periodo di riposo consecutivo può essere calcolato anche come media in un periodo non superiore a 14 giorni. La regola è rispettata, pertanto, se all’interno di un periodo di 14 giorni consecutivi sono presenti almeno due riposi da 35 ore consecutive. Da notare, tuttavia, che l’art. 9 del decreto 66/2003 prevede alcun casi che non seguono rigidamente tale meccanismo (lavoratori che sono inseriti in turni, attività frazionate nell’arco della giornata, ecc.). Il riposo settimanale non deve essere necessariamente stabilito in coincidenza della domenica. L’art. 54-bis, c. 17 della legge n. 96/2017, stabilisce che per gli utilizzatori diversi dalle persone fisiche (imprenditori, professionisti, p.a.) vi è un minimo giornaliero di compenso della prestazione richiedibile a un singolo lavoratore occasionale, pari a quello corrispondente a 4 ore giornaliere di lavoro (minimo 36 euro), anche nel caso di prestazioni di durata inferiore; limite riproporzionato nel caso del minimo salariale contrattuale vigente nel caso dei lavoratori agricoli. Al pari della disciplina precedente, i compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale, non incidono sul suo stato di disoccupato e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno; si computano però ai fini della compilazione del mod. ISEE. I soggetti che utilizzano il Contratto sono gravati di una più rigorosa gestione del contratto. Devono infatti trasmettere almeno sessanta minuti prima dell’inizio della prestazione, attraverso la piattaforma informatica INPS ovvero avvalendosi delcontact center INPS, una dichiarazione contenente le seguenti informazioni:

  1. i dati anagrafici e identificativi del prestatore;
  2. il luogo di svolgimento della prestazione;
  3. l’oggetto della prestazione;
  4. la data e l’ora di inizio e di termine della prestazione; nel caso si tratti di imprenditore agricolo, la durata della prestazione con riferimento a un arco temporale non superiore a tre giorni;
  5. il compenso pattuito per la prestazione, in misura non inferiore a 36 euro, per prestazioni di durata non superiore a 4 ore continuative nell’arco della giornata.

Gli utilizzatori privi di PIN potranno delegare allo svolgimento degli adempimenti un intermediario abilitato, il quale tuttavia, potrà attivare le prestazioni solo a fine luglio quando la piattaforma informatica sarà resa loro disponibile, giusta delega dell’utilizzatore. Nel caso in cui la prestazione lavorativa non abbia luogo, l’utilizzatore dovrà effettuare un’ulteriore comunicazione ed informare l’INPS della revoca della dichiarazione precedentemente trasmessa. La comunicazione deve essere inviata entro i tre giorni successivi al giorno programmato di svolgimento della prestazione. In mancanza di revoca, l’INPS provvede automaticamente al pagamento delle prestazioni e all’accredito dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi. Il lavoratore riceve contestuale notifica, sia di attivazione che di annullamento, della dichiarazione, attraverso comunicazione di short message service (SMS) o di posta elettronica.

Nella terza ed ultima parte analizzeremo infine la forma di contratto di prestazione occasionale dedicata ai privati cittadini.

IL LIBRETTO FAMIGLIA , LA FORMA DI LAVORO OCCASIONALE DEDICATA AI PRIVATI

In questa terza ed ultima parte di questa rubrica dedicata alle nuove forme di lavoro occasionale ci dedicheremo al libretto di famiglia ovvero , la forma di lavoro occasionale dedicata al privato cittadino .

Il Libretto Famiglia costituisce una sorta di libretto di deposito nominativo, utilizzabile solo dal privato cittadino, che lo carica di una predeterminata somma. Il Libretto Famiglia può essere aperto e precaricato sia attraverso la piattaforma informatica INPS, sia presso gli uffici postali. Effettuato questo passaggio, le somme disponibili sul Libretto Famiglia potranno essere utilizzate dal titolare per pagare prestazioni occasionali rese a suo favore da uno o più prestatori di lavoro.

Le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, potranno utilizzare le nuove prestazioni solo relativamente a determinati lavori:

  1. piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  2. assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  3. insegnamento privato supplementare.

Dal mese di gennaio 2018, il Libretto Famiglia avrà diversi utilizzi. La norma prevede che sia utilizzato per ricevere il contributo per l’acquisto di servizi di baby-sitting, introdotto dalla Riforma Fornero del 2012 (articolo 4, comma 24, lettera b), legge 28 giugno 2012, n. 92). Il contributo è erogato attraverso un voucher utilizzabile per l’acquisto di servizi di baby-sitting o per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati. Si rammenta che il voucher può essere richiesto all’INPS dalla madre lavoratrice al termine del congedo di maternità e non oltre l’undicesimo mese successivo, in alternativa al congedo parentale. Fino al 31 dicembre 2017, i voucher baby sitting saranno invece emessi secondo le previgenti disposizioni del D.Lgs. 81/2015.

Le somme caricate sul Libretto Famiglia sono divise in tanti “titoli virtuali” di pagamento dal valore unitario di 10 euro, fatta salva la possibilità di pattuire un trattamento economico di importo superiore.Ciascun titolo di pagamento potrà essere utilizzato per retribuire prestazioni di lavoro fino ad un massimo di un’ora. La retribuzione netta in capo al prestatore per un’ora di lavoro è di 8 euro; sono a carico dell’utilizzatore i contributi dovuti alla Gestione Separata dell’INPS nella misura di euro 1,65 e il premio infortuni e malattie professionali nella misura di 0,25 euro; agli oneri gestionali è destinato un importo di 0,10 euro.Il soggetto titolare di Libretto Famiglia è tenuto a rendicontare all’INPS le prestazioni occasionali attivate mensilmente. Attraverso la piattaforma informatica dell’INPS (o anche chiamando il contact center dello stesso Istituto), dovrà comunicare i dati identificativi del prestatore, il compenso pattuito, il luogo di svolgimento e la durata della prestazione, nonché ogni altra informazione necessaria ai fini della gestione del rapporto. Tale denuncia deve essere effettuata entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione. Il lavoratore sarà informato immediatamente mediante una comunicazione di Short Message Service (SMS) o di posta elettronica inviata dal sistema informatico dell’INPS. L’utilizzatore dovrà dichiarare se il prestatore all’atto dello svolgimento dell’incarico rientra in una delle categorie del c. 8 dell’art. 54-bis (disoccupati, studenti entro i 24 anni etc.).Diversamente dal Libretto Famiglia, nell’ambito del Contratto di prestazione occasionale non viene utilizzata la logica del “titolo di pagamento”, ma si parla direttamente di misura minima oraria di “compenso” da riconoscere al prestatore di lavoro nella misura di 9 euro orari, tranne che nel settore agricolo, per il quale il compenso minimo, come già nella previgente disciplina, è pari all’importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo di lavoro stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Sono interamente a carico dell’utilizzatore la contribuzione alla Gestione separata, nella misura del 33% del compenso, e il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, nella misura del 3,5% del compenso. Ne consegue che ai 9 euro orari si dovranno aggiungere gli oneri sociali INPS nella misura di 2,97, euro e 0,315 euro di premi INAIL, ai quali si aggiunge l’ 1% per oneri di gestione. La norma prevede che, ai fini dell’attivazione del contratto di prestazione occasionale, ciascun utilizzatore economico, versa, attraverso la piattaforma informatica INPS, le somme utilizzabili per compensare le prestazioni. Da non dimenticare che il compenso minimo per tali utilizzatori è pari a quello corrispondente per 4 ore di prestazione continuative, anche nel caso in cui la prestazione effettiva sia di durata inferiore e quindi pari a 36 euro netti al prestatore e 49,64 di costo totale per l’impresa o il professionista.

 

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